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Classificazioni

Il glossario meteo di Meteo Lazio raccoglie le principali definizioni e classificazioni utilizzate in meteorologia, con l’obiettivo di rendere più semplice la lettura di previsioni, bollettini, mappe e dati osservativi. Termini come vento moderato, rovescio, nubifragio, cielo nuvoloso o mare mosso hanno un significato preciso e vengono associati a valori misurabili.

In questa sezione sono disponibili alcune delle scale più utilizzate per descrivere i fenomeni atmosferici e marini, tra cui la scala di Beaufort per il vento, la classificazione delle precipitazioni, la copertura nuvolosa in ottavi e la scala Douglas per lo stato del mare.

Conoscere questi riferimenti permette di interpretare meglio le previsioni meteo, i comunicati di allerta e le analisi meteorologiche. Il glossario è pensato sia per gli appassionati sia per chi vuole comprendere in modo più chiaro il linguaggio utilizzato nei bollettini e negli aggiornamenti meteo.

Classificazione del vento – scala di Beaufort

La scala Beaufort è il sistema più utilizzato per classificare l’intensità del vento in base alla sua velocità e agli effetti osservabili sull’ambiente. Viene impiegata soprattutto in meteorologia marina, ma è utile anche sulla terraferma per descrivere condizioni come brezza, vento moderato, vento forte, burrasca o tempesta.

La classificazione del vento viene espressa attraverso gradi da 0 a 12: il grado 0 indica calma di vento, mentre il grado 12 corrisponde a vento con forza di uragano. I valori riportati in tabella si riferiscono alla velocità media del vento e non alle singole raffiche, che possono risultare anche molto più intense rispetto al vento medio.

Conoscere la scala Beaufort permette di interpretare meglio bollettini meteo, avvisi per vento forte, previsioni marine e dati rilevati dalle stazioni meteorologiche. In particolare, dal grado 6 in poi il vento può iniziare a creare disagi sensibili, mentre dai gradi 8-9 si parla di burrasca e possono verificarsi danni o criticità localizzate.

Classificazione indicativa del vento secondo la scala Beaufort. I valori si riferiscono al vento medio e non alle raffiche istantanee.
Grado Beaufort Velocità media Denominazione Effetti osservabili sulla terraferma
0 < 1 km/h
< 1 nodo - 0-0,2 m/s
Calma di vento Il fumo sale verticalmente. Non si percepisce movimento dell’aria.
1 1 - 5 km/h
1-3 nodi - 0,3-1,5 m/s
Bava di vento Il movimento dell’aria è visibile dal fumo, ma le banderuole possono restare ferme.
2 6 - 11 km/h
4-6 nodi - 1,6-3,3 m/s
Brezza leggera Il vento si avverte sul viso, le foglie frusciano e le banderuole iniziano a muoversi.
3 12 - 19 km/h
7-10 nodi - 3,4-5,4 m/s
Brezza tesa Foglie e piccoli rami sono in movimento costante. Le bandiere leggere si distendono.
4 20 - 28 km/h
11-16 nodi - 5,5-7,9 m/s
Vento moderato Si sollevano polvere e carta. I rami più piccoli si muovono in modo evidente.
5 29 - 38 km/h
17-21 nodi - 8,0-10,7 m/s
Vento teso Oscillano arbusti e piccoli alberi. Sulle acque interne possono formarsi piccole onde.
6 39 - 49 km/h
22-27 nodi - 10,8-13,8 m/s
Vento fresco Si muovono grossi rami. Diventa difficoltoso usare l’ombrello e si avvertono disagi all’aperto.
7 50 - 61 km/h
28-33 nodi - 13,9-17,1 m/s
Vento forte Gli alberi sono agitati nel loro insieme. Camminare controvento diventa difficoltoso.
8 62 - 74 km/h
34-40 nodi - 17,2-20,7 m/s
Burrasca Ramoscelli e piccoli rami possono spezzarsi. Camminare controvento risulta molto difficile.
9 75 - 88 km/h
41-47 nodi - 20,8-24,4 m/s
Burrasca forte Possibili lievi danni a strutture esposte, tegole, comignoli, cartelloni e rami di grandi dimensioni.
10 89 - 102 km/h
48-55 nodi - 24,5-28,4 m/s
Tempesta Possibile sradicamento di alberi e danni strutturali più diffusi. Fenomeno raro sulla terraferma.
11 103 - 117 km/h
56-63 nodi - 28,5-32,6 m/s
Tempesta violenta Danni estesi e importanti a edifici, infrastrutture, alberature e oggetti esposti.
12 ≥ 118 km/h
≥ 64 nodi - ≥ 32,7 m/s
Forza di uragano Danni ingenti ed estesi. Il termine indica la forza del vento, non necessariamente la presenza di un uragano o ciclone tropicale.

Differenza tra vento medio e raffiche

Il vento medio rappresenta la velocità del vento calcolata su un intervallo di tempo, mentre le raffiche sono aumenti improvvisi e temporanei della velocità. Per questo motivo una giornata con vento medio moderato può comunque presentare raffiche localmente forti, soprattutto durante temporali, passaggi frontali o episodi di vento turbolento.

Quando il vento diventa forte?

Nella scala Beaufort il vento inizia a essere considerato più significativo dal grado 6, corrispondente a vento fresco. Dal grado 7 si parla di vento forte, mentre dal grado 8 in poi si entra nel campo della burrasca, con possibili difficoltà negli spostamenti e danni a oggetti o strutture esposte.

A cosa serve la scala Beaufort?

La scala Beaufort è utile per descrivere in modo semplice l’intensità del vento e per collegare i valori misurati dalle stazioni meteo agli effetti osservabili sul territorio. È particolarmente importante nelle previsioni marine, nei bollettini meteo e nella comunicazione di situazioni con vento forte.

Le soglie riportate sono indicative e fanno riferimento alla classificazione Beaufort comunemente utilizzata in meteorologia. In presenza di raffiche intense, temporali o fenomeni locali, gli effetti al suolo possono risultare più severi rispetto al solo valore del vento medio.

Classificazione delle precipitazioni

La classificazione delle precipitazioni permette di descrivere in modo più preciso l’intensità, il carattere e la distribuzione spaziale della pioggia. Nei bollettini meteo termini come pioggia debole, rovescio forte, precipitazioni sparse o precipitazioni diffuse non sono sinonimi, ma indicano caratteristiche diverse del fenomeno.

L’intensità delle precipitazioni viene generalmente espressa in millimetri orari (mm/h) e indica quanta pioggia cadrebbe in un’ora se il fenomeno mantenesse la stessa intensità. Il carattere della precipitazione distingue invece la pioggia continua dai rovesci, che sono fenomeni più irregolari, improvvisi e spesso legati a nubi convettive o temporali.

La distribuzione spaziale indica invece quanto è estesa la precipitazione sul territorio: un fenomeno può essere isolato, sparso, diffuso o esteso. Per questo motivo è utile leggere separatamente l’intensità della pioggia e la sua estensione geografica.

Classificazione indicativa delle precipitazioni in base all’intensità oraria. Le soglie possono variare leggermente in base al servizio meteorologico o al contesto operativo utilizzato.
Tipo di precipitazione Intensità indicativa Descrizione
Pioviggine debole < 0,1 mm/h Precipitazione molto fine, spesso appena percepibile, con gocce molto piccole e accumuli scarsi o quasi nulli.
Pioviggine moderata 0,1 - 0,5 mm/h Precipitazione fine ma più continua, capace di bagnare progressivamente superfici, strade e vegetazione.
Pioviggine forte 0,5 - 1 mm/h Pioviggine densa e persistente, con possibile riduzione della visibilità e accumuli misurabili al pluviometro.
Pioggia debole < 0,5 mm/h Pioggia leggera, generalmente continua o intermittente, con accumuli molto contenuti e impatto limitato sulla viabilità.
Pioggia moderata 0,5 - 4 mm/h Pioggia più evidente, con accumuli progressivi, superfici bagnate e possibili pozzanghere in caso di fenomeno persistente.
Pioggia forte 4 - 8 mm/h Precipitazione intensa, con accumuli rapidi, riduzione della visibilità e possibili disagi alla circolazione.
Pioggia molto forte > 8 mm/h Pioggia di intensità elevata, spesso associata a rapido ruscellamento superficiale, allagamenti localizzati e visibilità ridotta.
Rovescio debole < 2 mm/h Precipitazione irregolare e di breve durata, con variazioni rapide di intensità.
Rovescio moderato 2 - 10 mm/h Rovescio ben percepibile, con intensità variabile e accumuli localmente significativi se il fenomeno insiste sulla stessa area.
Rovescio forte 10 - 50 mm/h Fenomeno intenso, spesso convettivo, con pioggia battente, visibilità ridotta e possibili allagamenti in aree urbane o poco drenanti.
Rovescio violento > 50 mm/h Precipitazione estremamente intensa, tipica dei temporali più forti, con rischio di accumuli molto rapidi e criticità idrauliche localizzate.

Differenza tra pioggia e rovescio

La pioggia è generalmente più regolare e continua, mentre il rovescio è una precipitazione più improvvisa, irregolare e spesso caratterizzata da rapide variazioni di intensità. I rovesci sono frequenti nelle situazioni instabili e possono essere associati a temporali.

Classificazione descrittiva della distribuzione spaziale delle precipitazioni.
Distribuzione Descrizione
Assenti Non sono previste precipitazioni significative sull’area considerata.
Generalmente assenti Precipitazioni poco probabili o molto localizzate, eventualmente limitate a brevi fenomeni isolati.
Isolate Precipitazioni possibili solo su settori molto limitati del territorio, distanti tra loro e di difficile localizzazione.
Locali Precipitazioni presenti su aree ristrette, con interessamento solo parziale del territorio oggetto della previsione.
Sparse Precipitazioni distribuite in modo irregolare, alternate ad aree asciutte o con fenomeni assenti.
Diffuse Precipitazioni presenti su gran parte dell’area considerata, anche se non sempre continue in modo uniforme.
Estese Precipitazioni che interessano in modo ampio e continuo gran parte o la totalità dell’area oggetto della previsione.

Come interpretare i millimetri di pioggia

Un millimetro di pioggia corrisponde a un litro d’acqua caduto su un metro quadrato di superficie. Quando si parla di intensità in mm/h, il valore indica il ritmo con cui la precipitazione sta cadendo in quel momento. Un rovescio molto intenso può produrre molti millimetri in pochi minuti, anche se la durata complessiva del fenomeno è breve.

Le soglie riportate hanno finalità divulgativa e possono differire da quelle utilizzate nei bollettini di vigilanza meteorologica, nei sistemi di allertamento regionali o nei servizi meteorologici nazionali.

Classificazione della copertura nuvolosa

La copertura del cielo viene spesso espressa in ottavi, da cielo sereno a cielo coperto.

Tipo Valore (ottavi)
Sereno 0
Quasi sereno 1 ÷ 2
Poco nuvoloso 2 ÷ 3
Parzialmente nuvoloso 3 ÷ 4
Nuvoloso 4 ÷ 5
Molto nuvoloso 5 ÷ 6
Quasi coperto 6 ÷ 7
Coperto 8

Classificazione del moto ondoso – scala Douglas

La scala Douglas descrive lo stato del mare in base all’altezza significativa delle onde.

Grado Denominazione Altezza onde (m)
0 Calmo 0
1 Quasi calmo < 0.1
2 Poco mosso 0.1 ÷ 0.5
3 Mosso 0.5 ÷ 1.25
4 Molto mosso 1.25 ÷ 2.5
5 Agitato 2.5 ÷ 4.0
6 Molto agitato 4 ÷ 6
7 Grosso 6 ÷ 9
8 Molto grosso 9 ÷ 14
9 Tempestoso > 14

Classificazione dei tornado: scala International Fujita

La classificazione dei tornado viene utilizzata per stimare l’intensità di un evento in base ai danni osservati e, quando disponibili, alle misure del vento. In Europa è oggi sempre più utilizzata la scala International Fujita, indicata con la sigla IF, sviluppata per adattare la valutazione dei danni alle diverse tipologie costruttive presenti nei vari Paesi.

A differenza della scala Enhanced Fujita, utilizzata principalmente negli Stati Uniti, la scala IF introduce categorie intermedie fino a IF2.5 e considera valori centrali di velocità del vento istantaneo tridimensionale, riferiti all’altezza alla quale si è verificato il danno. Per questo motivo i valori riportati in tabella non devono essere interpretati come normali raffiche misurate da una stazione meteorologica.

La tabella seguente riassume le principali categorie della scala International Fujita, dalla classe IF0, associata a danni deboli, fino alla classe IF5, riferita a tornado estremamente distruttivi. La valutazione finale di un tornado richiede sempre un’analisi dei danni sul campo, confrontando gli effetti osservati su edifici, alberi, infrastrutture e altri indicatori.

Classificazione indicativa dei tornado secondo la scala International Fujita. I valori di velocità rappresentano valori centrali stimati e non normali raffiche misurate al suolo.
Categoria Velocità centrale del vento Intensità indicativa Descrizione generale dei danni
IF0 90 km/h
25 m/s
Debole Danni generalmente lievi. Possibili danni a rami, insegne, elementi leggeri, coperture poco resistenti e strutture vulnerabili. Gli effetti possono essere limitati e difficili da distinguere da forti raffiche lineari.
IF0.5 120 km/h
33 m/s
Debole / moderata Danni più evidenti a tetti leggeri, tegole, pannelli, rami di grandi dimensioni e piccoli manufatti. Possibile abbattimento di alberi isolati o già indeboliti.
IF1 150 km/h
40 m/s
Moderata Danni moderati a coperture, comignoli, infissi, tettoie e strutture leggere. Possibili alberi sradicati o spezzati e danni localmente significativi su edifici vulnerabili.
IF1.5 180 km/h
50 m/s
Moderata / significativa Danni marcati a tetti e strutture leggere, con possibilità di scoperchiamenti parziali. Oggetti non fissati possono diventare detriti pericolosi; danni importanti ad alberature e manufatti esposti.
IF2 220 km/h
60 m/s
Significativa Danni considerevoli. Possibile scoperchiamento di edifici, distruzione di strutture leggere, sradicamento o spezzamento di alberi robusti e sollevamento o spostamento di oggetti pesanti.
IF2.5 250 km/h
70 m/s
Significativa / forte Danni molto gravi su edifici vulnerabili o non adeguatamente ancorati. Possibili cedimenti importanti di coperture e pareti, gravi danni ad alberature, veicoli e infrastrutture leggere.
IF3 290 km/h
80 m/s
Forte Danni gravi e diffusi. Possibile collasso parziale di edifici, gravi danni strutturali, veicoli spostati o ribaltati, alberi completamente sradicati o scortecciati.
IF4 380 km/h
105 m/s
Devastante Danni estremi. Edifici gravemente danneggiati o distrutti, strutture ben ancorate compromesse, veicoli e oggetti pesanti trasportati a distanza, devastazione estesa lungo il percorso del tornado.
IF5 470 km/h
130 m/s
Catastrofica Danni catastrofici. Distruzione pressoché totale delle strutture colpite, gravi deformazioni o cedimenti anche su edifici molto resistenti, proiezione a grande distanza di veicoli e detriti pesanti.

Come si assegna la categoria di un tornado?

La categoria di un tornado non viene stabilita soltanto osservando il vortice, ma attraverso una valutazione dei danni prodotti lungo il suo percorso. Gli esperti analizzano il tipo di struttura colpita, il grado di danno, la qualità costruttiva, la presenza di alberi abbattuti, veicoli spostati e altri indicatori utili a stimare l’intensità massima raggiunta dall’evento.

Differenza tra scala EF e scala IF

La scala Enhanced Fujita, o EF, è ancora il riferimento principale negli Stati Uniti e classifica i tornado da EF0 a EF5 sulla base dei danni e delle raffiche stimate. La scala International Fujita, o IF, è stata invece sviluppata per un utilizzo più adatto al contesto europeo e internazionale, includendo categorie intermedie e una maggiore attenzione alle diverse tipologie di edifici e danni osservabili.

Perché la classificazione è importante?

Classificare correttamente un tornado permette di confrontare eventi diversi, migliorare gli archivi climatologici, studiare il rischio da fenomeni vorticosi e comprendere meglio l’impatto dei temporali più intensi anche sul territorio italiano.

Fonte di riferimento: European Severe Storms Laboratory - International Fujita Scale .